Il problema del linguaggio: come tradurre le antiche culture orientali in scienza occidentale

5 Ago 2020 | Scienza e Spiritualità

Quello del linguaggio è un tema molto ricorrente in ambito accademico.

Nel saggio “Oltre sé stessi”, gli psicologi Giorgio Nardone e Stefano Bartoli (già citati in “Resilienza: cos’è e perché non puoi farne a meno”) ce ne parlano con le seguenti parole:

I codici linguistici strutturano i nostri frame mentali in modo inconsapevole. Più ricorreremo a un linguaggio scarno e concreto, più faremo fatica a elaborare idee complesse; più parole difficili useremo, più tenderemo alla superbia, sempre meno capaci di considerare le alternative.

Più comunicheremo con un linguaggio fantasioso, più avremo difficoltà a tenere i piedi a terra nel nostro sentire e agire; più utilizzeremo un linguaggio razionale, meno saremo capaci di guizzi di fantasia.

Occorre quindi ricorrere a più codici linguistici, selezionandoli e amalgamandoli in base allo scopo prefissato, come facevano nell’antichità i filosofi e gli eruditi, primi ‘scienziati’ della retorica di persuasione e della comunicazione strategica.

L’ultimo paragrafo della citazione contiene una frase di importanza fondamentale: “occorre quindi ricorrere a più codici linguistici, selezionandoli e amalgamandoli…

La mia domanda adesso è questa: se, invece di un codice linguistico, di un metodo di comunicazione, si trattasse di una vera e propria lingua?

E ancora, cosa accade quando una conoscenza non si limita ad affrontare barriere “oceaniche”, ma anche “culturali e temporali”?

 

Linguaggi incompatibili

Il problema del linguaggio ha da sempre influito sull’inclusione o l’esclusione di determinati ambiti di conoscenza in quelle che sono definite scienze o medicine ufficiali.

Pensa un attimo agli sforzi compiuti da molti mistici e spiritualisti per dimostrare la validità delle proprie affermazioni di fronte ad un comitato scientifico…

Sforzi inutili, dal momento che, presentandosi come tali, già venivano screditati dallo scetticismo generale.

Fin dall’opera “Il Mattino dei Maghi”, del 1960, Louis Pauwels e Jacques Bergier si erano accorti che “[…] potrebbe darsi che ciò che noi chiamiamo esoterismo, cemento delle società segrete e delle religioni, sia il residuo, difficilmente comprensibile e maneggevole, di una conoscenza molto antica di natura tecnica che si applica contemporaneamente alla materia e allo spirito.

Parole criptiche e facilmente contestabili, “sporcate” da un alone di mistero e magia più adatto ad un lettore di fantasy che ad un team di scienziati…

Ma ormai da almeno cento anni i fisici conoscono la doppia natura dell’elettrone, una particella di luce che presenta allo stesso tempo caratteristiche corpuscolari e ondulatorieMateria e spirito… Tornerò sull’argomento in seguito.

Il saggista e studioso di buddhismo Stephen Batchelor ritiene che “il modo in cui ogni testimonianza è adattata all’evento, come pure il modo in cui vengono collegati i vari eventi, dipende dall’immaginazione e dai fini dello storico”, argomentando nel suo “Il risveglio dell’occidente” i molteplici approcci tentati dall’ovest del mondo nei confronti della cultura orientale, che, alla fine dei conti, rimane incompresa.

Non posso che concordare, purtroppo, con questa visione pessimistica.

Sebbene negli ultimi anni si siano creati dei ponti di comunicazione tra le diverse realtà culturali e sapienziali, come l’epigenetica, la bioenergetica (o biospiritualità), la genomica psicosociale e culturale, e non da ultima la fisica quantistica, tutto ciò è ancora troppo lontano dai “banchi di scuola” per acquisire una valenza pratica.

Ammettiamolo… La stragrande maggioranza dell’occidente non ha gli strumenti per comprendere il “retaggio magico orientale”!

D’altro canto, in oriente non hanno certo bisogno del permesso dei grandi scienziati occidentali per applicare con successo le proprie “tecniche magiche”!

Purtroppo in questo modo è impossibile abbattere il muro di diffidenza e incomprensione che si crea tra i due macrocosmi di conoscenza, e ciò va a discapito dell’evoluzione umana.

Come fare allora?

La mia risposta è questa: gli strumenti esistono ancora, la difficoltà sta nel trovarli. Attraverso i libri, l’esplorazione e l’esperienza diretta di alcuni fenomeni è possibile creare un ponte tra i due mondi, unendo i fili sottili che costituiscono analogie e similitudini tra i diversi ambiti di ricerca e tra le varie classi di conoscenza.

In fondo è sulla base di questo principio che ho ideato il metodo Hashi, che puoi approfondire visitando questa pagina.

 

Un esempio pratico: l’agopuntura

Esistono molti esempi pratici per distruggere la barriera dello scetticismo.

L’idea iniziale era di descrivere come il principio di indeterminazione di Heisenberg, in meccanica quantistica, dimostri la validità della teoria della sincronicità di Carl Gustav Jung, che quest’ultimo utilizza per spiegare il funzionamento dell’antichissimo oracolo cinese, l’I Ching, o “Libro dei Mutamenti”… L’elettrone di cui parlavo prima, con la sua doppia natura, che “si troverà dove l’osservatore lo cercherà”!

A tutto ciò doveva aggiungersi un articolo di pochi giorni fa, contenente la prima foto dell’entanglement quantistico, ulteriore prova a sostegno di quanto detto sopra, scaturita da un esperimento del 2019.

Decisamente troppa roba da inserire in questo articolo!

Ho preferito allora trattare un tema più in vista, e decisamente più in linea con gli argomenti affrontati nei miei corsi.

Sicuramente hai già sentito parlare di agopuntura, e anche il concetto di bioelettricità ti suonerà familiare…

Iniziamo dall’agopuntura, che come sai è una tecnica della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che utilizza l’applicazione di aghi in specifici punti del corpo umano per regolare il flusso di qi – l’energia vitale – all’interno degli organi, dei muscoli, delle ossa ecc. per ristabilire equilibrio e salute.

Sì, esatto, proprio l’energia vitale che Goku, in Dragon Ball, concentra tra le mani per lanciare la sua famosa onda energetica…

Sfera drago Goku

Ok, volevo strapparti una risata!

La ragione di questo stupido esempio è che esso costituisce il riassunto del problema principale: la cultura millenaria cinese e giapponese arriva “sulle nostre tavole” tramite i cartoni animati. Com’è possibile prenderla sul serio?!

Hai mille validissimi motivi per sorridere di queste argomentazioni!

Lasciami riprovare però…

L’agopuntura è una tecnica riconosciuta dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che utilizza l’infissione di aghi per tonificare gli agopunti e ristabilire l’equilibrio elettromagnetico nel corpo umano.

È infatti possibile documentare, con le più moderne tecniche di imaging, quali la tomografia ad emissione di positroni, che l’Agopuntura effettuata su punti energeticamente attivi (proprio quelli usati dalla MTC), produce delle modificazioni riflesse in specifiche aree cerebrali, che potrebbero spiegarne l’azione terapeutica.

La semplice infissione dell’ago o l’infissione su aree della cute diverse da quelle energeticamente attive non producono lo stesso effetto.

Sono pronto a scommettere che il tuo punto di vista è cambiato, soltanto applicando al medesimo argomento un linguaggio più “scientifico”.

Non più chiaro, attenzione… Scommetto anche che, proprio come me, non hai la più pallida idea di cosa sia la “tomografia ad emissione di positroni”!

Però il semplice fatto di spiegare un fenomeno attraverso paroloni pescati dal linguaggio scientifico occidentale in qualche modo ci rassicura.

Non dobbiamo più uscire dalla nostra zona di comfort dell’apprendimento… Tutto è misurabile, pesabile, osservabile ed etichettabile.

Per quale motivo abbiamo bisogno di tutto ciò?

È un’abitudine impostaci fin dalle scuole elementari, con l’approccio al “metodo scientifico sperimentale”, e poi attraverso un’escalation culturale nella quale esiste spazio soltanto per le conoscenze che sono state catalogate e approvate… Ovvero circa il 10% del sapere planetario!

(Ho sparato una percentuale, e se credi che sia troppo bassa, sappi che ho cercato di stare alto… Ma ovviamente non esistono termini di paragone per dimostrare una simile asserzione! Sarà la tua ricerca individuale a rivelarti la verità!)

 

Due diversi approcci alla conoscenza: Oriente e Occidente

Agopunti agopuntura meridianiSebbene con occhio critico e non ufficialmente, ormai l’agopuntura è entrata a far parte delle comuni tecniche mediche applicate in Europa e in America.

Nonostante la chiusura mentale del mondo accademico infatti, i risultati sono innegabili: l’agopuntura guarisce dolori muscolo-scheletrici, nevriti, nausea, cefalea cronica e molte altre patologie.

Inoltre non ha effetti collaterali: nel peggiore dei casi, oltre a non funzionare, può lasciare piccoli lividi in corrispondenza dei punti di applicazione degli aghi!

Dovremmo aggiungere che purtroppo la didattica inerente alla formazione di medici agopuntori occidentali tralascia alcuni aspetti fondamentali, come il variare della mappatura degli agopunti nelle diverse fasce orarie della giornata, a seconda delle stagioni e in base alla data di nascita del paziente… Ma non occorre approfondire in questa sede.

Come ho già anticipato negli articoli “Le Arti Marziali Tradizionali nel XXI secolo” e “Cos’è lo Yoga”, gran parte delle discipline orientali abbraccia molteplici settori di conoscenza. Non esistono suddivisioni nette tra medicina e cosmologia, tra fisionomia e meteorologia, tra elettromagnetismo e alimentazione! (Puoi trovare più dettagli nell’articolo “Dimensioni quantistiche e Yogin vegani: l’inutilità spirituale della dieta vegana”)

Cercando di osservare l’essere umano come “parte integrante e interdipendente in un contesto universale e spazio-temporale”, come afferma anche il sinologo e maestro di Kung Fu Giacomo De Angelis, la scienza orientale fa convergere ogni settore della conoscenza nella cosiddetta “macchina umana”, cercando soluzioni a 360° in ogni ambito di studio.

Il corpo umano è considerato il riflesso dell’universo, di conseguenza è in continua trasformazione ed è governato dalle stesse regole di sincronizzazione, influenza reciproca, interdipendenza, sinergia e armonia con tutto quello che lo circonda.

Con questa affermazione il professor De Angelis, nel suo “Ermeneutica Marziale”, richiama l’antichissimo concetto cinese “tiānrén-héyī” (天人合一), traducibile come “l’essere umano è in unione con il cielo”, oppure con “l’uomo è parte integrale della natura”.

Ci ricorda così il pensiero orientale di integrazione uomo-universo, di cui parlo nell’articolo “Vivere in armonia grazie al principio del non-dissenso”, così come i più recenti sviluppi dell’epigenetica e della “genomica psicosociale e culturale”, scienze già citate in precedenza e che approfondirò in separata sede.

Queste giovanissime discipline però non rappresentano il modus operandi storico e standardizzato della ricerca scientifica occidentale, che è fondato sulla scomposizione di ogni oggetto e fenomeno nei suoi fattori primi: si deve poter misurare la singola particella per poter analizzare l’evento globale.

 

Mesmerismo

Ho parlato dell’agopuntura soltanto per citare l’esempio più comune…

La medicina Ayurvedica indiana è fondata sui medesimi principi: secondo quest’antica disciplina esistono tre energie all’interno del corpo umano, chiamate dosha (kapha, pitta e vata), parola traducibile con “forza” o “mancanza”.

Tali bioenergie influenzano sia la materia vivente che le energie mentali, e come si può dedurre dalla traduzione, un qualsiasi squilibrio tra di esse comporterà un disturbo nel corpo o nella mente.

Anche la MTC distingue tre tipologie di energia interna, i san pao, o “tre tesori”: Jing, Qi e Shen (vedi l’articolo “Jing, Qi, Shen, i tre tesori: risveglia il tuo potenziale e vivi in salute”)… Che sia soltanto una coincidenza?

Impossibile non chiedersi se esistano corrispondenze… Ma è difficile accedere agli strumenti per capirlo.

Tornando a noi e accettando quindi, per un attimo, la possibilità dell’esistenza di una controprova scientifica circa il funzionamento dell’agopuntura, ti invito a riflettere sui corrispondenti occidentali dell’idea di “energia vitale”.

Il primo è conosciuto sotto il nome di “mesmerismo”, dal nome del medico tedesco che lo coniò: Franz Anton Mesmer.

Fin dalla sua tesi di laurea, nella seconda metà del diciottesimo secolo, il dottor Mesmer cercò di dimostrare una sua personale osservazione, ovvero l’influenza dell’universo e degli astri sul pianeta Terra e sui corpi degli esseri che lo abitano.

Inizialmente chiamò questo fenomeno “gravità animale”, per poi passare al termine “magnetismo animale”, viste le analogie tra le sensazioni suscitate negli altri dalla sua presenza e le forze magnetiche tipiche dei metalli.

Campo elettromagnetico

Utilizzò sia i magneti che le sue innati doti taumaturgiche – fluidi magnetizzanti – per curare molti pazienti, con un procedimento che poco si discosta dall’attuale pranoterapia.

Guarì inoltre alcuni casi attraverso l’ipnosi, risalendo a traumi infantili con la regressione, anche se non volle mai spiegare dettagliatamente le sue tecniche. [Se ti interessa l’argomento, dai un’occhiata all’articolo “Reincarnazione e vite precedenti: la testimonianza dello psichiatra Brian Weiss”!]

Sicuramente Mesmer fu un pioniere della ricerca ai suoi tempi ma, sebbene personaggi del calibro di Heléna Pétrovna Blavatsky, cofondatrice della Società Teosofica, lo citino spesso nei loro testi per trovare una “traduzione occidentale” a termini come “energie astrali” e “forze spirituali”, al tempo egli non ebbe fortuna.

La comunità scientifica razionalista infatti non aveva gli strumenti per spiegare il funzionamento – benché effettivo e osservabile – delle sue teorie e delle sue tecniche, e quindi preferì etichettarlo come mistificatore e ciarlatano.

Perfino Georges Ivanovič Gurdjieff ritenne importanti le scoperte di Mesmer, ma il suo “fluido magnetizzante” e le altre sue tesi, passati alla storia sotto lo pseudonimo di mesmerismo, non hanno mai attecchito nell’universo scientifico occidentale, che imputava le guarigioni a suggestione.

Com’è possibile fare passi avanti nella conoscenza se i fatti non bastano a dimostrare le teorie?

Di quanta arroganza e ipocrisia c’è bisogno per pretendere che l’umanità sia in possesso di tutti gli strumenti per misurare e “dimostrare” tutti i fenomeni?!

Linguaggi diversi, sparsi in ogni angolo del mondo, hanno definito e osservato le medesime realtà per millenni, ma ancora manca il coraggio di unire sotto la stessa bandiera gli universi della conoscenza…

 

Bioelettricità e campi elettromagnetici umani

Partendo dall’agopuntura, una pratica medica ormai diffusa ma tutt’altro che capita, passando attraverso il mesmerismo, vecchio nome caduto in disgrazia di una geniale intuizione-osservazione, siamo arrivati alla bioelettricità, la traduzione più “moderna” della fantomatica “energia spirituale” (o, se preferisci, campo elettromagnetico umano) del nostro amico Goku!

Ad essere pignoli ci sarebbe un passo successivo, compiuto a inizi ‘900 dal professor Buchanan, che ha coniato il termine psicometria.

Non l’esame universitario del percorso in psicologia… Ma la capacità di leggere la storia di un oggetto semplicemente toccandolo, creando una risonanza elettromagnetica tra il suo campo e quello emesso dalle mani del “lettore”.

Non è il caso di dilungarci ancora… Se vuoi approfondire questo tema leggi l’articolo “La psicometria: una percezione extrasensoriale che non sai ancora di possedere!

Torniamo alla nostra bioelettricità.

Si tratta di un fenomeno tipico della materia organica vivente, dovuto alla differenza di potenziale tra l’interno e l’esterno delle cellule, e tra i vari distretti organici.

Senza dover entrare nei dettagli, sappiamo che dove c’è elettricità c’è anche un campo elettromagnetico, come ci dimostrano le misurazioni dell’elettrocardiogramma (ECG) e dell’elettroencefalogramma (EEG).

Quello che non tutti sanno è che il campo elettromagnetico generato dal cuore è circa 60 volte più grande di quello generato dal cervello, e che il primo ha un’ampiezza dai 2,5 ai 3 metri attorno al corpo, con forma toroidale.

Energia cuore campo magnetico

Una simile misurazione è possibile soltanto con un magnetometro molto sensibile, in grado di percepire campi magnetici assai flebili. Questo dispositivo è chiamato superconduttore a interferenza quantistica (SQUID, dall’inglese Superconducting Quantum Interference Devices).

Abbiamo chiuso il cerchio: è la fisica quantistica, unita alle più recenti mappature del sistema nervoso intracardiaco, che crea un ponte di collegamento tra le più avveniristiche scoperte scientifiche e le antichissime conoscenze metafisiche!

Il principio di indeterminazione di Heisenberg, la volontà che può influenzare gli eventi, l’agopuntura, la pranoterapia, la visione integrata dell’uomo e dell’universo, l’empatia e la capacità di “sentire l’altro” intersecando i campi elettromagnetici che – adesso è dimostrato – ci circondano scaturendo dal cuore…

Sono tutte facce della stessa medaglia!

[Per maggiori informazioni leggi anche “La mente nel cuore: un antico metodo scientifico per ritrovare il benessere psicofisico”.]

Insomma, un oceano di parole e culture che convergono nella stessa realtà: l’uomo e le sue infinite possibilità.

Potrei fare infiniti altri esempi… Ma preferisco fermarmi qui e lasciarti il tempo di assimilare quanto detto sopra.

Dedicherò molti altri articoli alle “convergenze” più interessanti, cercando nel frattempo di rispondere ai tuoi dubbi, che spero di aver suscitato!

Perché, come diceva Aristotele, “…è il dubbio dell’intelletto che conduce a scoprire la verità.

 

Conclusioni

Se sei arrivato fin qui significa che gli argomenti trattati erano di tuo interesse…

Ma hanno soddisfatto le tue aspettative?

La difficoltà nello scrivere è non avere un riscontro diretto da parte di chi legge…

Desideravi forse una soluzione al gap linguistico che separa il mondo occidentale da quello orientale?

Aspettative e interpretazioni sono caratteristiche assolutamente individuali, spesso derivate da esperienze dirette della vita quotidiana. Questo argomento è trattato nell’articolo “Una ricetta per vivere sereni e consapevoli: impara a non farti guidare dal giudizio!”, ma tornando a quelle esperienze di vita che fanno parte del tuo bagaglio culturale, ho due domande da farti:

  • Quali, tra di esse, potrebbero essere interpretate in un modo nuovo, adesso che sai di poterle rileggere attraverso linguaggi diversi?
  • In che misura credi di essere stato influenzato nelle tue interpretazioni e nelle tue scelte dal sistema sociale e culturale in cui vivi?

Condividi il tuo pensiero nei commenti, così da creare un dialogo costruttivo con me e gli altri lettori… Oppure mantieni private le tue riflessioni! Purché ti aiutino a comprendere un po’ di più’, un po’ alla volta, una parte di te che altrimenti rischiavi di non esplorare.

Come spesso ripeto ai miei allievi, non è la risposta ciò che stiamo cercando, ma un ventaglio di domande giuste.

Le risposte ci sono già, solo che spesso non sappiamo tradurle, non sappiamo estrapolarle da quella marea di conoscenze nelle quali ci imbattiamo per caso giorno dopo giorno, ma che, filtrate – nascoste! – da mezzi di comunicazione a senso unico, restano abbandonate ai margini della consapevolezza.

Quanti più linguaggi conoscerai, tanti più fili potrai unire nell’immensa tela della conoscenza, e il sapere è senza dubbio l’arma più potente per migliorare la nostra vita.

Grazie per il tuo tempo e a presto con il prossimo articolo!

 

 

Roberto Fagnani

COACH DI GUERRIERI MODERNI E CONSULENTE DI VIAGGI INTERIORI

Coach di crescita personale per scoprire te stesso attraverso metodi non convenzionali: Arti Marziali orientali, libri, viaggi e antiche scienze spirituali.

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